lunedì 28 febbraio 2011

A-HA: ESCE LA RACCOLTA DEFINITIVA E IL TRIO SI SCIOGLIE

Nella foto, gli A-HA
da sinistra: Morten Harket (voce), Mags Furuholmen (tastiere) e Pal Waakatar-Savoy (chitarra) 

A-HA - "A-HA25: THE VERY BEST(Warner)

Un quarto di secolo per Morten Harket, Pal Waakatar-Savoy e Mags Furuholmen, letteralmente esplosi nel 1985 come fenomeno mediatico (destinato principalmente alle teen-agers) grazie al brano cult “Take on me”, enorme successo commerciale corredato da uno dei videoclip più gettonati di tutti i tempi. Eppure, sin dal primissimo album “Hunting high and low” s’intuiva che, oltre all’immagine (tre bei ragazzi) ed alla straordinaria voce di Morten, vi erano ottime potenzialità. I primi singoli (quasi tutti pop elettronico di buona fattura) dominarono le classifiche di mezzo mondo, ma fu con l’album “Stay on these Roads” (1986) che l’intuinzione di cui prima cominciò a prendere realmente forma: brani come l’incantevole “Manhattan Skyline” o la stessa “Stay on these Roads” non erano più “solo” buon pop commerciale, ma poesie piene di significato. Poco dopo, ancora un pezzo “leggero” scritto apposta per la Colonna Sonora di 007 (The Living Daylights), seguito da qualche 45 giri non propriamente fortunatissimo (uno su tutti la ballad "Crying in the rain", rubata per l'occasione a Carole King) ed ecco che - nel maggio 1993 - gli a-ha pubblicano “Memorial Beach”, album-capolavoro assolutamente al di fuori dalle regole commerciali ma nel contempo straordinario che tuttavia, malgrado il traino dell'ottimo singolo di lancio “Move to Memphis”, non ottiene che tiepidi consensi. Se però da un lato le ragazzine “voltarono loro le spalle”, dall'altro gli addetti ai lavori ed i critici specializzati si accorsero definitivamente dell'effettivo, grande valore del gruppo. Eppure dovranno passare ulteriori 7 anni affinché un loro disco venga pubblicato: infatti, all'inizio dell'estate del 2000 vede la luce “Minor Earth, Major Sky”, che contiene brani stupendi come la title-track, “Velvet” e soprattutto il singolo “Summer moved on”. Anche in questo caso però, eccezion fatta per Germania, Svizzera, Norvegia e Russia, il trio non riesce a raggiungere un successo completo e, soprattutto, il cd passa pressoché inosservato negli UK. La strada comunque sembra essere quella giusta: U2, Coldplay e alcuni altri grandi nomi del pop-rock mondiale li acclamano a gran voce e gli a-ha, a cavallo fra il 2001 ed il 2002, pubblicano “Lifelines”, altro 'masterpiece' che però ancora una volta non fa il botto. Bisognerà attendere l’uscita di “Analogue” (2005) affinché Morten, Pal e Mags riassaporino la meritata gioia della Top Ten inglese, sia con il singolo che con l’album il quale, a detta di molti, rasenta la perfezione grazie alla coinvolgente tessitura musicale, unita a testi intelligenti e toccanti (leggermente intrisi di malinconia) che riflettono le situazioni a volte complicate della vita, più che mai valorizzati dalla splendida voce di Harket. E così i tre ragazzi di “Take on me”, ormai fascinosi uomini, ritrovano finalmente quel posto al sole che spettava loro di diritto. Nel 2009 un nuovo lavoro che consolida il successo riagguantato: "Foot of the Mountain” quindi Mags, Pal e Morten decidono di porre fine al progetto che 25 anni prima, quasi d’improvviso, li catapultò nel mondo delle sette note. E lo fanno dicendoci addio con un doppio album composto da 2 CD per un totale di 39 brani, che raccoglie quasi tutto il meglio della loro carriera (citato proprio in questa recensione); in più un bell’inedito intitolato “Butterfly, Butterfly - the Last Hurrah!”, il cui video riassume benissimo la storia di questo gruppo (fra le altre cose molto apprezzato anche dal vivo) unito, oltre che dalla grande passione per la musica, anche da una profonda amicizia. In effetti le immagini ripercorrono la loro carriera, poiché si intravedono sfocati spezzoni dei bei tempi che furono sino al punto in cui, mentre il pezzo si accinge a terminare, Morten, Mags e Pal si ritrovano per l’ultima volta su di un palco, in un cerchio che - proprio mentre la canzone sfuma - si chiude con un abbraccio profondo, sentito, infinito come l’avventura vissuta. Ed ecco che, magicamente trasformatisi in tre bellissime farfalle, gli a-ha volteggiano ancora qualche istante insieme, per poi volare via... ognuno per la propria strada, ognuno verso i propri progetti (hanno dichiarato di voler iniziare carriere solistiche). Di certo agli innumerevoli fans sparsi un po' in tutto il mondo, mancheranno davvero molto.

Il bellissimo singolo "Butterfly Butterfly (the last Hurrah)!", che conclude gloriosamente la carriera degli a-ha.


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