venerdì 30 settembre 2011

BUON COMPLEANNO MR. STING

Gli occhi magnetici di Gordon Matthew Sumner, in arte: STING

Il video di "Don't Stand so Close to me", dall'album "Zenyatta Mondatta" (1980), che vide i Police protagonisti assoluti delle classifiche mondiali.
Insieme a Sting (voce e basso), Stewart Copeland (batteria) e Andy Summers (chitarra).

"Every breath you take" (1983) rimane il classico dei Police per eccellenza: un vero capolavoro.

Gordon Matthew Sumner è nato il 2 ottobre 1951 a Wallsend, Northumberland, nella zona industriale di Newcastle, da una famiglia cattolica praticante di origine Irlandese. Figlio di una parrucchiera e di un ingegnere è il maggiore di quattro figli (due fratelli e due sorelle). Questa domenica Gordon, meglio conosciuto come Sting, compie 60 anni!  Chi mastica almeno un po' di musica in grandi linee conosce, o almeno dovrebbe, la storia della sua straordinaria carriera. Personalmente ho cominciato a seguire i Police, gruppo in cui ha militato per quasi un decennio raggiungendo il successo grazie ad una miscela di pop-rock con influenze reggae, sin da piccolo, acquistando quasi tutti i loro albums: a trascinarmi sono state hits indimenticabili come "Message in a bottle" (1979) e, soprattutto, "Don't stand so close to me" (1981). In seguito, quando Sting ha lasciato i suoi compagni d'avventura Stewart Copeland ed Andy Summers, sulle prime non mi ha appassionato granchè ("If you love somebody set them free", pezzo tratto dall'album "The Dream of the Blue Turtles" con il quale esordì da solista, era musicalmente un po' troppo "difficile" per l'età mia di allora); riprese però ad interessarmi quasi subito grazie alla straordinaria (e politicamente impegnata) "Russians", che lo consacrò definitivamente a livello planetario. Fu tuttavia con "Fragile", tratta dal suo album del 1987 "...Nothing Like the Sun", che in realtà ridivenni suo fan a tutti gli effetti: la sentii per la prima volta diffusa dalla radio a casa di un amico, un pomeriggio di 25 anni fa... e mi penetrò immediatamente dentro l'anima, tant'è che ancora oggi la considero uno dei brani più intensi e poetici di tutti i tempi. Strepitoso anche l'album che seguì: "The Soul Cages" o il delizioso singolo "Englishman in New York". Alla carriera musicale Sting ha alternato apparizioni cinematografiche che, per la verità, non hanno lasciato il segno più di tanto: fra le altre cose fece parlare di se per il suo ruolo in "Dune", film di fantascienza del 1984 per la regia di David Lynch. Parallelamente alla sua carriera artistica, Sting ha sempre manifestato grande interesse per i temi sociali, primo fra tutti la salvaguardia del pianeta, impegnandosi di persona con campagne e progetti atti a proteggere la foresta amazzonica. Il musicista ha anche dato alle stampe una biografia e musicato film hollywoodiani, come "Cold Mountain" (2003) di Anthony Minghella, interpretato da Nicole Kidman e Jude Law, per la cui colonna sonora, di cui scrisse alcuni brani, è stato candidato al Premio Oscar. Nel corso della sua vita artistica, non si è fatto mancare niente ed ha duettato con svariati colleghi: da Pavarotti a Zucchero, passando per Mary J. Blige e, recentissimamente, addirittura Lady Gaga: praticamente tutti i nomi più influenti dello star-system. Nel 2007, in occasione del trentennale dei Police, Sting ha riunito Stewart Copeland e Andy Summers per un tour mondiale che, se da una parte ha ottenuto buoni consensi, dall'altra ha lasciato trapelare voci di dissapori fra i tre musicisti. Per quanto concerne il mio gusto personale le più recenti produzioni non sono state molto convintenti: oltretutto da un certo punto in poi Sting, forse un po' a corto di idee, ha cominciato a rileggere le canzoni sue e del suo gruppo con l'ausilio di pomposi arrangiamenti orchestrali che hanno finito con il denaturalizzarle. Anche a livello di inediti gli ultimi lavori non mi sono sembrati degni di particolare nota, incluso l'album di Natale "If on a Winter's Night", inciso due anni or sono. Gran figo, questo va detto, è sempre stato icona di moda e stile, anche se con il tempo ha un po' 'debordato' lasciandosi andare a dichiarazioni di dubbio gusto circa l'illimitata durata delle sue performance sessuali o, addirittura, raccontando dell'incontro ravvicinato con un... fantasma (!). Peccato che con la sua arte queste informazioni non c'entrassero granchè, ma in fondo poco importa: quel che ci lascia fin qui è un patrimonio musicale non certo trascurabile, pertanto augurissimi al carismatico Sting per i suoi magnifici sessant'anni! In una recente intervista ha dichiarato di sentirsene 15...  di certo le sue canzoni, spesso raffinate, colte ed intelligenti, non hanno età.

"Russians" (1985), tratto dall'album "The Dream of the Blue Turtles", consacrò definitivamente
il mito di Sting facendo letteralmente decollare la sua carriera da solista.


 
Sopra a sinistra la copertina di "...Nada Como El Sol", versione spagnola/portoghese di "Nothing like the Sun" ('87), considerato dalla Critica il miglior lavoro;
segue una recentissima rivisitazione del classico di Ben E. King "Stand by me", dove il cantante duetta con la nuova starlette della musica pop Lady Gaga.



un'immagine scattata all'inizio degli anni '80


In tempi recenti insieme all'inseparabile seconda moglie Trudie Styler,
con la quale è convolato a nozze il 20 agosto 1992; La coppia ha avuto 4 figli.
Da un primo matrimonio con l'attrice Frances Tomelty, Sting ne aveva avuti già due.

 
L'incommensurabile grandezza di una poesia qual'è "Fragile"

DISCOGRAFIA CON I POLICE
1978 - Outlandos d'Amour
1979 - Regatta de Blanc
1980 - Zenyatta Mondatta
1981 - Ghost in the Machine
1983 - Synchronicity

ALBUM IN STUDIO DA SOLISTA
1985 - The Dream of the Blue Turtles
1987 - ...Nothing Like the Sun
1988 - ...Nada Como El Sol
1991 - The Soul Cages
1993 - Ten Summoner's Tales
1996 - Mercury Falling
1999 - Brand New Day
2003 - Sacred Love
2006 - Songs from the Labyrinth (Sting & Edin Karamazov - musica di John Dowland)
2009 - If on a Winter's Night
2010 - Symphonicities (Sting & The Royal Philharmonic Concert Orchestra)


Sito ufficiale: http://www.sting.com/


lunedì 29 agosto 2011

Anche quest'anno: L'ESTATE STA FINENDO!

27 agosto 2011 
Molto meno frivoli di quanto si potesse pensare i mitici Michael & Johnson Righeira (Stefano Righi e Stefano Rota, n.d.r.)

 Oggi, mentre mi trovavo in un bar di Lugano, ho sentito che l’estate sta finendo. Lo percepisci nell’aria: l’atmosfera un po’ triste, di “bassa pressione”, come se ci si accingesse a vivere un cambiamento. Proprio pochi giorni fa riflettevo sul fatto che quest’anno, magari perchè la cosiddetta bella stagione è scoppiata molto tardi, questa sensazione che di solito avverto agli inizi del mese di agosto non mi aveva pervaso… e invece no: rieccola, come di consueto è arrivata a ‘rassicurarmi’ che certe cose non cambiano. Forse l’estate, al di là del clima, somiglia un po' ad un'illusione; o meglio: esiste, c’è, è “tangibile”… eppure sai che finisce. E così, nell’attesa che ritorni, fai mille progetti, come se dovesse succedere qualcosa di straordinario, una sorta di ‘incantesimo’ che ti cambi la vita e che, chissà perchè, forse proprio solo in quei tre mesi può davvero avverarsi. Stagione per sognatori… fatto sta che al rientro mi sentivo un po’ come quando il 6 gennaio si disfa l’albero di Natale e si fanno le pulizie di casa; improvvisamente sembra che venga a mancare - si spera per poco - il sale di questa nostra esistenza: la Magia.





venerdì 22 luglio 2011

"FORREST GUMP" 17 anni dopo...

Il trailer italiano del film di Robert Zemeckis

"Forrest Gump" di Robert Zemeckis è sicuramente uno di quei films che quasi tutti hanno visto, una pellicola che lascia il segno e non si dimentica facilmente. È stato un successo stratosferico, con entrate di quasi 700 milioni di dollari, tanto da risultare uno dei 50 films con il maggior incasso di tutti i tempi. Inutile dire che ha fatto incetta di Oscars, portandosene a casa ben 6, fra cui quello per il miglior film, regia ed attore protagonista (Tom Hanks).  Sembra impossibile siano già passati 17 anni dalla sua uscita, eppure è così. Recentemente mi è capitato di rivederlo con la stessa emozione di allora anzi, oserei dire che l'ho apprezzato ancora di più. In effetti, oltre a raccontare in modo garbato e poetico un meraviglioso spaccato dell'America di ieri con lo stesso Forrest che parla di Elvis, dell'omicidio Kennedy e ancora, grazie ad una tecnologia all'epoca più che mai innovativa, addirittura "incontra" John Lennon piuttosto che il presidente Nixon, questa straordinaria pellicola lancia un prezioso messaggio-insegnamento che dovrebbe far riflettere sulla labilità del concetto di "normale", in una Società che già catalogava le persone in base al quoziente intellettivo ignorando come invece, neanche tanto raramente, ingenuità e volontà - meglio ancora se coadiuvate da un pizzico di fortuna - siano qualità altrettanto valide. Meravigliosa la Colonna Sonora: si passa dal rock di Elvis Presley e dei Doors, all'intimismo di Simon & Garfunkel, senza dimenticare Jimi Hendrix, i Beach Boys, Aretha Franklin... insomma: il meglio che si possa pretendere per rievocare l'atmosfera di quel periodo. Sublime la musica portante scritta dal compositore Alan Silvestri, che si colloca senza dubbio fra le migliori e più emozionanti mai sentite. Il cast del film è composto da quel Tom Hanks che forse più di ogni altro attore (prova ne siano gli Oscar vinti in carriera, uno dei quali proprio per il ruolo di Forrest) riesce a spaziare dal comico al drammatico con straordinaria naturalezza; insieme a lui un impagabile Gary Sinise nell'intensa parte del tenente Dan, reduce di guerra che ha perso entrambi gli arti inferiori nei combattimenti in Vietman. Con loro, fra gli altri, una 'veterana' come Sally Field nel ruolo della mamma di Forrest e la bellissima Robin Wright in quello dell'amore di sempre: Jenny. Le scene più rappresentative e che maggiormente fanno riflettere, oltre che commuovere, sono infinite, ma vorrei soffermarmi su quelle che personalmente ritengo imperdibili, tralasciandone alcune - sicuramente di grande effetto - che però, a mio giudizio, sono forse un po' troppo "hollywoodiane": quella di Jenny che sente il discorso del reduce Forrest e corre ad abbracciarlo fra uno scroscio di applausi, per esempio. Anche lievemente 'forzata' (a livello di dialogo) una Jenny morente che si rammarica di non essere stata fisicamente insieme a Forrest mentre viveva le sue "avventure"... e lui, tenerissimo, le risponde che in realtà 'lei c'era'. Decisamente da pelle d'oca è invece il primo incontro tra i due, sull'autobus, con lei che gli tende una mano mentre gli altri ragazzini, nel vederlo con delle grucce, lo scansano e lo discriminano crudelmente. Altra scena importante, e abbastanza straziante, quella in cui Jenny, vittima delle violenze di un padre sempre ubriaco, corre con l'amico in mezzo ad un prato e prega Dio di trasformarla in un uccellino, così da potersene volare via da quella situazione tanto angosciante. Di grande impatto anche le scene durante le quali il tenente Dan, durante un Capodanno trascorso con Forrest, porta a casa due prostitute che poi caccia in malomodo dopo che una di esse si prende gioco di Gump dandogli del ritardato; oppure ancora quando lo ringrazia per avergli salvato la vita (durante la Guerra del Vietman, Forrest portò il salvo il Tenente benché egli, resosi conto di non avere più le gambe, non lo volesse affatto). Deliziosamente romantico è invece il momento in cui Jenny chiede a Forrest quale sia il motivo per cui la segua di continuo quindi, nel sentirsi rispondere che lo fa perchè 'è la sua ragazza', si intenerisce e capendo quanto forte, straordinario ed unico sia il legame che li lega, non solo conferma, ma ribadisce che in un certo senso effettivamente 'lo è e lo sarà per sempre'. E ancora Jenny è la protagonista di due highlights molto significativi: quello in cui pensa al suicidio salendo sul cornicione del terrazzo di un albergo quando, dopo un festino di Capodanno a base di sesso e droga, si rende conto di come la sua esistenza stia ineluttabilmente sbandando e soprattutto quello in cui, passando di fronte alla casa dove visse col violento padre, sfoga tutta la sua rabbia prendendola a sassate poichè conscia del fatto che quanto subito da bambina l'abbia indelebilmente segnata, condizionando poi tutto il suo cammino. Fra le cose migliori aggiungerei inoltre la scena della morte della mamma di Forrest, che rassegnata e tutto sommato serena trova lo slancio di rincuorare il figlio sussurrandogli quello che diventerà il leitmotif del film, e cioè che dopotutto "la vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita". Ma a colpirmi più di ogni altra è stata comunque la scena in cui Forrest, quasi sul finale, scopre di avere un figlio dalla sua Jenny e, dopo lo schock iniziale, le chiede se il bambino sia o meno intelligente, con lo sgomento dipinto in volto: l'ho trovata impareggiabile per il semplice fatto che descrive con sensibilità, poesia ed altruismo cosa abbia significato per Forrest non esserlo agli occhi degli altri, calvario che assolutamente non auspica per il proprio fanciullo. E per finire come non citare la piuma bianca che apre e chiude il film, delicatamente sospinta, forse a caso o forse no, da una brezza di vento che magari nient'altro è che il nostro destino. Indubbiamente, per tutte queste ragioni ed altre ancora, Forrest Gump si colloca come uno dei film più belli della storia del Cinema per contenuto, interpretazione, colonna sonora ed effetti speciali. Quando si dice un vero capolavoro...

Il tema portante della Colonna Sonora, magistralmente musicata da Alan Silvestri

 
"San Francisco" di Scott McKenzie è solo una delle canzoni che fanno parte di un doppio CD
 uscito in contemporanea con il film.

Gary Sinise nei panni del tenente Dan, la cui interpretazione gli è valsa una nomination all'Oscar in qualità di miglior attore non protagonista; la prestigiosa statuetta è tuttavia stata conferita a Martin Laudau per il suo ruolo in "Ed Wood".

domenica 19 giugno 2011

UNA FOTO STRAORDINARIA


Cercando una nuova immagine per lo schermo del mio PC (un po' estiva ma che non fosse con le solite spiagge & palme), sfoglia che ti sfoglio ne ho trovata una che mi è piaciuta così tanto da indurmi a stamparla su carta speciale per poi farne un poster da appendere in camera. In particolare sono stato colpito dalla disarmante semplicità di questa bellissima foto: un bambino che sorride teneramente ad una piccola tartaruga, o testuggine che dir si voglia, ricambiato dal curioso sguardo del piccolo animaletto. Credo che di fronte ad un'immagine del genere scompaiano tutte le brutture di questo mondo e, anche se solo per un attimo, ci si possa fermare riflettendo su cosa siano veramente le piccole-grandi straordinarietà di questa nostra Vita. Pare infatti che davanti al sorriso rassicurante del fanciullo questa tartarughina non sia per niente intimorita, tutt'altro... i due sembrano in perfetta sintonia, proprio come fossero pronti a stringere amicizia! Empatia, gioia, fiducia, infinita innocenza e sorpresa... ecco la magia che traspare da questo simpatico e significativo scatto! Un po' come a Natale, quando i più piccini, inconsapevolmente saggi, aprono i loro regali pieni di stupore, perchè davvero non bisognerebbe smettere mai di stupirsi! Pertanto viva le foto raffiguranti meravigliose spiagge caraìbiche, quelle con i falò all'imbrunire, le coste assolate, i gabbiani che volano sopra agli scogli e via dicendo... ma viva ancor più l'emozione pulita di un lieto, inaspettato incontro. 







sabato 11 giugno 2011

DELICATAMENTE RAF

La copertina del CD edito dalla Sony BMG

Non sempre Raf raccoglie i miei consensi... Se da una parte non gli ho mai del tutto perdonato d'aver rinnegato quella stupenda "Self Control" che lo lanciò nel 1984, dall'altra non ho potuto non notare canzoni straordinarie come "Cosa resterà degli anni '80", piuttosto che "Stai con me", ecc. In definitiva lo trovo un artista molto sensibile e mi piace come descrive la vita, quindi acquisto quasi ogni suo album. Certo, non mancano brani che deludono, ma spesso se ne trovano alcuni di indiscutibile valore. Così è anche per "Numeri", la sua ultima fatica: 11 canzoni a partire dal brano-denuncia che dà il titolo al lavoro, dove canta con Nathalie di X-Factor e Frankie-Hi-NRG. Il suo meglio viene però fuori in canzoni che paion carezze, come "Senza Cielo", una poesia velata di toccante malinconia che rappresenta forse l'highlight dell'intero CD. Trascurabile, se non addirittura un po' banale, il singolo "Un'emozione inaspettata" mentre il cantante riprende il volo, e vola decisamente alto, quando parla di disincanto e di come, fondamentalmente, l'amore resti l'unico antidoto in grado di farti superare le difficoltà della vita (meravigliosa, in tal senso, "Un tempo indefinito"). Ottime anche "Oltre di noi" e "Il mio scenario" mentre, dal punto di vita musicale, il pezzo migliore è decisamente "Vertigine", dalle atmosfere rarefatte e sognanti, velatamente blues. Raf-finato.

"Vertigine" è fra le migliori canzoni presenti in "Numeri", il nuovo album di Raf
(vero nome: Raffaele Riefoli, nato a Margherita di Savoia il 29 settembre 1959).

Ecco la tracklist dell'album:
‘Numeri’
‘Senza cielo’
‘Un’emozione inaspettata’
‘Nuovi mondi’
‘Oltre di noi’
‘Controsenso’
‘Un tempo indefinito’
‘Vertigine’
‘Il mio scenario’
‘Mai del tutto’
‘Ogni piccola cosa’

sabato 14 maggio 2011

MISS RETTORE È TORNATA!

RETTORE  - "CADUTA MASSI" (Edel)

Molto difficile per me recensire un album della Rettore, cantante per la quale nutro da sempre un’innata simpatia. Il primo ricordo che conservo di questa poliedrica e scatenata performer è strettamente legato alla sua musica: avevo 9 anni e mi recai in un bar dove un juke-box suonava un brano che recitava pressappoco così - "Come sono si vedrà, uomo o donna, senza età, senza sesso crescerà, per la vita una splendente vanità!" - Quelle parole, così originali e fuori da ogni schema, fecero letteralmente breccia nella mente fantasiosa e creativa del fanciullo in erba che ero! Un anno dopo, nel 1980, la radio passava principalmente tre canzoni: “Se tornassi” di Julio Iglesias, “Non so che darei“ di Alan Sorrenti e “Kobra” di una certa Rettore; chissà perché, mentre mia madre aspettava con ansia Julio, io non vedevo l’ora che fosse il turno di “Kobra”, che ben presto scoprii essere proprio il nuovo brano della cantante di “Splendido Splendente”. Di lì a poco, credo grazie alla storica trasmissione musicale Discoring (o era Superclassifica Show?), ebbi l'occasione di conoscere anche la sua travolgente immagine, logico quindi che da quel momento la bionda in questione divenisse a tutti gli effetti la mia preferita in assoluto! Quante estati passate ascoltando le sue canzoni, osservando incantato i suoi mille travestimenti, riempiendo le camere di posters che la ritraevano una volta punk, un’altra volta Kamikaze, per poi trasformarsi in saloon-girl oppure ancora in coloratissima femme Fatale. Mitica Donatella! Anche quando il suo successo ha conosciuto momenti di ombra continuava a farmi battere il cuore: in duetto con Giuni Russo, nei due Sanremo in cui ha partecipato come Rettore (1986, 1994), attraverso gli album che ha continuato a pubblicare, ultimamente riusciti solo a metà, tant'è che da tempo viene ormai ingiustamente trattata come fosse “solo” un’icona anni ottanta, oppure un’icona gay. Certo, lo è stata e continua ad esserlo, ma mi sembra riduttivo vederla nelle trasmissioni revival di Carlo Conti insieme a meteore che sono durate il tempo di una canzone: lei che ha vinto due Festivalbar, venduto 20 milioni di dischi e collaborato persino con un mostro sacro come Elton John (che all’apice del successo le scrisse ben tre canzoni)! Eppure, molto onestamente, quando nel 2005 uscì il suo album di inediti “Figurine”, una parte di me si convinse che la sua vena creativa si fosse effettivamente un po' esaurita insieme ai bei tempi di cui sopra. Niente di più sbagliato: l’altro giorno, appena inserito “Caduta Massi” nel lettore cd, ho immediatamente e finalmente ritrovato l’energia, l’estro ed il talento di un’artista più unica che rara. A partire dall’ironica title-track (aperta da Platinette) Rettore – attraverso testi quanto mai intelligenti – sviscera con originalità argomenti come la vecchiaia e l’adolescenza, descrive con passione la necessità di essere amati (“Ghepardo”, “Così ti piace”), parla di rabbia (“Chi tocca i fili muore”) e di tempo che passa (attaverso la struggente e poetica “L’estate è un’onda breve”); il tutto senza rinunciare alla trasgressione, ben presente nel gradevole ed estivo singolo “L’onda del mar”, il cui testo è solo apparentemente innocuo. Notevole anche la capacità di prendersi in giro rileggendo in chiave rap la sua “Lamette”, per non parlare poi di come sbeffeggi allegramente la morte, citando addirittura Dante e Caronte! La musica proposta spazia da un buon rock corale (alla Green Day, tanto per intenderci) ad un tirato e godibilissimo ska (“C’ho fatto il callo”), alternati a suoni sperimentali, qualche incursione nel rap con l'apporto vocale di Nottini Lemon e - non da ultimo - un sound decisamente più pop-style (che rasenta la perfezione ne  "L'onda del mar"). Un disco davvero bello questo "Caduta Massi", variegato, pieno di grinta, che sprizza energia da tutti i pori. Ascoltandolo fra un turbinìo di emozioni, mi sono reso conto che l’istinto dei bambini non sbaglia mai: a 9 anni avevo intuito che Rettore possedeva effettivamente una marcia in più: beh, dopo oltre trent’anni e una marea di altre cantanti (non solo italiane) che nel frattempo sono apparse sulla scena, dal mio punto di vista non è cambiato assolutamente niente. Fantastico!
Tracklist1) Caduta Massi 2) Chi tocca i fili muore 3) Adolescente 4) Ghepardo 5) L'onda del mar 6) C'ho fatto il callo 7) Se morirò 8) La vecchiaia (è una grave malattia che colpisce anche i giovani) 9) Così ti piace 10) L'estate è un'onda breve 11) Lamette Katana (Bonus-Track presente solo nel caso l'album venisse scaricato da i-Tunes)

il singolo targato estate 2011 si intitola "L'onda del mar"

copertina del disco e traccia numero 7: "Se morirò(featuring Nottini Lemon)


lunedì 28 marzo 2011

CAPOLAVORI DISCOGRAFICI: DIAVOLI E POLVERE PER IL BOSS

BRUCE SPRINGSTEEN "DEVILS + DUST" (Columbia/Sony)

Ecco un lavoro del "Boss" che vale decisamente la pena di riscoprire: datato 2005, "Devils + Dust", immediatamente numero uno in America, è uno dei (rari) lavori dove Bruce rinuncia alla collaborazione con la storica E Street Band. Trattasi di un disco spiazzante, che sfugge completamente alle regole commerciali in favore dell'arte più pura ed ispirata, percorso che tra l'altro Springsteen già intrapprese con "The Ghost of Tom Joad", intenso album di fine anni '90. "Devils + Dust" dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che il cantautore rimane uno dei pochi musicisti ancora capaci di suscitare emozioni vere. L'album - privo di brani dal facile impatto - viene assimilato lentamente, quindi necessita di numerosi ascolti per poter essere apprezzato: sulle prime rischia infatti di apparire "scarno", essenziale, addirittura ripetitivo tuttavia, con il passare del tempo, gli ascoltatori più attenti ed i palati musicalmente più raffinati non tarderanno a carpirne l'indubbio valore. Brani come la sentita preghiera dedicata al Cristo ed intitolata "Jesus was an only Son", piuttosto che "The Hitter", "Reno",  "Silver Palomino" o "Matamoros Bank" sono autentiche poesie che scuotono l'animo: canzoni infinitamente toccanti rese ancor più profonde dalle sfumature country-rock tipiche dell'artista. Assolutamente godibili anche le altre tracce che compongono il CD, a partire dalla title-track fino alle più movimentate "Leah!" e "All I'm thinking about". Ovunque si respira aria di Far West: una sorta di Texas moderno dove l'uomo, in bilico fra sogni, speranze e disillusioni, è costretto a fare i conti con se stesso e con le sue incommensurabili debolezze. Nostalgico, malinconico ma grande Bruce, che nel DVD bonus in allegato, dà un saggio della sua classe interpretando in chiave acustica (chitarra-voce-armonica) alcuni tra i capolavori sopraccitati.

L'emozionante interpretazione di "Jesus Was An Only Son"



La copertina del CD

La tracklist:
1.  Devils + Dust                                                                                                  BONUS DVD                                            
2.  All the way Home                                                                                            Devils + Dust
3.  Reno                                                                                                                 Long Time Comin'
4.  Long Time Comin'                                                                                          Reno
5.  Black Cowboys                                                                                                All I'm thinkin' about
6.  Maria's Bed                                                                                                     Matamoros Banks 
7.  Silver Palomino
8.  Jesus was an only Son
9.  Leah
10.The Hitter
11.All I'm thinkin' about
12.Matamoros Banks